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Gli Ultimi
11 ottobre 2011
Greci e Romani
Ieri l_antonio si è recato in massa (ossia tutti e due) alla Garbatella per fare gli auguri a Mario Tronti. C’erano sul palco Cacciari, Asor Rosa, Calise, D’Alema, Ida Dominijanni, Tocci e, in conclusione, Tronti stesso. Il tema del convegno celebrativo era ‘Politica e saggezza’. Come immaginerete e viste le teste in ballo, gli interventi sono stati di altissimo livello. Una cosa almeno la voglio raccontare. Dei Greci Tronti ha detto che sul piano politico sono stati disastrosi. Sì, c’è stata una riflessione, ci sono stati alcuni grandi pensatori, ma nulla di pratico che valga la pena ricordare. L’agorà poi, ha detto Tronti, è stata una pessima invenzione. I cittadini che aprono discussioni infinite in piazza sono pericolosissimi, ha aggiunto ironicamente. Diverso per i Romani, che hanno davvero istituito la politica in quanto padri del Diritto. La politica senza diritto non ha senso, ha chiosato Tronti. È solo chiacchiericcio teorico, aggiungo io. ‘Senza diritto’ vuol dire senza costituzione, istituzioni, regole, forme di rappresentanza, partiti, consultazioni periodiche, istituti di partecipazione, discussione articolata in vista di una decisione responsabile. ‘Senza diritto’, vuol dire il primo che si alza dice la sua, poi c’è un altro che urla più forte, uno che scrive un post, un altro che clicca ‘mi piace’, Ciwati che fa le graduatorie, Repubblica che ti candida dopo molti ma molti ‘clic’ sopraggiunti in poche decine di minuti, e la confusione è completa.
L’aggancio con l’attualità è immediato. C’è una certa tendenza a fare i ‘greci’ piuttosto che i ‘romani’, anche nel PD. L’idea che serva un partito dei referendum, della ‘rete’, degli amici su Facebook invece che dei militanti, una struttura orizzontale, di servizio, un loft oppure una specie di scatola vuota che si riempie volta per volta di chiacchiericcio buono per i media, tanto poi si riunisce il caminetto, oppure si fa un vertice col potere forte di turno e si decide ogni cosa all’insaputa di tutti. E invece, dice Tronti, serve il diritto, serve la politica in grande, il pensiero forte, il confronto aperto tra partito e propri militanti o simpatizzanti, tanto più quanto tutto sembra andare alla deriva mediatica.
Collegato al tema della ‘saggezza’, non poteva non emergere anche la questione dei ‘giovani’. Ci vuole esperienza, dice Tronti, non basta l’intelligenza (ammesso che ve ne sia sempre), perché la politica è una cosa molto articolata, complessa, difficile. È ben più che un dibattito, più che una semplice petizione di principio o un servizio o un’idea per quanto innovativa oppure un’agorà un po’ sconclusionata da cui si evince ben poco infine. La politica è anche ‘forza’, tattica, strategia, confronto duro, spesso personale. Guai a pensare che la comunicazione-politica, uno spot, un po’ di telegenìa bastino. Guai a pensare che basti vincere le elezioni per governare. Che basti gareggiare per essere all’altezza dei compiti durissimi di governo (soprattutto oggi, che sembra di essere tornati nello stato di eccezione). La saggezza, il sapere degli anziani, la sofia, la loro esperienza sono ingredienti a cui è sciocco rinunciare. Tanti auguri Mario, per molti anni ancora di prezioso pensiero forte. Ne abbiamo bisogno.
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